Portaincenso
Cannaregio 2233/A
62,00 €
6 disponibili
Progettato e realizzato in Italia
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Un porta-incenso in legno recuperato di briccola di Venezia che ha la forma di un’ imbarcazione: la Chiatta.
La sua “cabina” può essere orientata in due diverse direzioni grazie ad un piccolo magnete e ospitare quindi in posizioni diverse gli incensi.
Materiale: Rovere di bricola naturale e cabina in rovere di bricola termotrattato
Marco Zito
Questo è il terzo esemplare di imbarcazione progettato da Marco Zito, dopo il taxi e il vaporetto, ed è parte della ricca flotta che si costruirà nel tempo. Il nome di questo oggetto indica un luogo antico, la seicentesca Spezieria all’Ercole d’oro, al civico 2233 A del sestiere Cannaregio.
Scopri di più sul designer
Cannaregio 2233/A
Questo oggetto é dedicato alla seicentesca Spezieria all’Ercole d’oro, luogo magico in cui entrando vi sembrerà di tornare indietro nel tempo circondati da maestosi arredi signorili in noce e vasi ottocenteschi.
Diventata famosa alla fine del ‘600 sotto la guida del famoso botanico Gian Girolamo Zanichelli che aveva creato la ricetta della pillola Santa Fosca o del “piovano” – pillole purgative a base di erbe prodotte fino agli anni ’70 – che ebbero un grandissimo successo tanto che la Serenissima ne aveva vietato la contraffazione.
Oggi in Spezieria rivive l’antica arte dei “muschieri – o “guantai” – che sono stati i primi profumieri di Venezia e vi troverete una linea di profumi veneziani e degli ottimi incensi.
Alberto Toso Fei racconta...
“In città solo alcune spezierie erano autorizzate a fabbricarne: i facchini pestavano gli ingredienti in grandi mortai di bronzo, appena fuori delle botteghe. Nel corso del Settecento una di queste spezierie, all’Ercole d’Oro a Santa Fosca (che ancora oggi conserva la bellissima sala storica) iniziò poi a produrre le “pillole del Piovano”, delle pastiglie destinate a regolare l’intestino che ebbero fino a Novecento inoltrato un successo straordinario.
Leggenda narra che quando Giuseppe Garibaldi esalò il suo ultimo respiro sull’isola di Caprara, nel riassettare la sua camera fu ritrovata una scatola di Pastiglie del Piovano”




























