Calzascarpe
Castello 3829
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Questo calzascarpe dal lungo manico è un “oggetto gentile”, come ama definirlo Giulio, un’ oggetto che rappresenta una carezza… un piccolo aiuto per non doversi chinare ad allacciare le scarpe e preservare le nostre schiene, soprattutto quelle più stanche, ma anche un’oggetto di tradizione rivisitato in chiave moderna in grado di donare Bellezza; dotato infatti della sua base diventa self-standing e può essere esposto nelle nostre case come una piccola scultura.
Materiale: Rovere di bricola
Giulio Iacchetti
E’ sicuramente il figlio del bastone da passeggio per dimensioni, ma non sappiamo esattamente se sia nato prima l’uno o l’altro, infatti Giulio Iacchetti dice di loro “sono i miei primi due progetti per Pieces of Venice rispettivamente un calzascarpe e un bastone da passeggio. Due piccoli ma utili oggetti per aggiungere una porzione di bellezza tra le cose del nostro vivere quotidiano”.
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Castello 3829
Ci è venuto naturale dedicare il calzascarpe al Covino, un piccolo ristorante che la passione e bravura di Andrea Lorenzon ha trasformato in un luogo intimo in cui le papille gustative ringraziano!
Alberto Toso Fei racconta...
“Assieme a mille altri oggetti legati all’abbigliamento, all’arredamento o alla cura personale (dagli abiti al profumo, dallo specchio alle parrucche), a Venezia divenne molto presto un business anche quello della calzatura, legata naturalmente alla moda. A tal punto la corporazione dei calegheri, i calzolai – che in San Marco trovavano il loro protettore – godeva di rinomanza, che il luogo di Piazza San Marco a loro riservato nel corso della Fiera della Sensa, appuntamento annuo in cui esporre le novità dell’artigianato, è anche l’unico che ne riporti inciso il nome sulle pietre.
Scarpe cinquecentesche e seicentesche si affacciano tra i marmi di calle de le botteghe, dove alloggiavano i calzolai tedeschi, mentre i calegheri veneziani avevano la loro scuola di devozione a San Tomà, dove calzature ancora più antiche – scolpite nella pietra – sono ammirabili sopra il portale.
La scarpa fu – e continua a essere – uno degli elementi distintivi della moda. Anticamente, poi, non tutti potevano permettersele. Al museo Correr se ne conservano di femminili con zeppe di quaranta e anche cinquanta centimetri, per un vezzo legato al costume che impose – ancora tra Cinque e Seicento – che le ragazze indossassero queste calzature (chiamate al tempo calcagnini ) altissime.
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