Altalena
Dorsoduro 3136
158,00 €
Progettato e realizzato in Italia
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Un salto nel tempo ci ha fatto riflettere su un gioco archetipo che ha accompagnato l’infanzia di tutti noi e che continuerà ad accompagnare quella di altri bambini… e non solo; l’altalena, un gioco senza tempo, che non invecchia mai come il legno, che in questo progetto assume la forma iconica del salvagente presente sui vaporetti di Venezia imbragata da una cima che ne consente l’installazione in molteplici situazioni, sia indoor che outdoor.
In dotazione corda (rossa, blu o grigia) diametro 8mm per posizionare l’altalena fino a 3 mt da terra
Materiale: Sedile in Larice di pontile
Baldessari e Baldessari
Il pensiero è stato quello di utilizzare le tavole usurate di legno di larice dei pontili perché il legno è per noi un materiale speciale, durevole e sempre vivo, che assume bellezza anche invecchiando e che quando diventa un materiale di scarto, non più utilizzabile per la sua funzione iniziale, può riprendere vita attraverso nuove lavorazioni e dettagli che gli ridonano un diverso valore estetico, liberandone codici che erano rimasti ancora inespressi.
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Dorsoduro 3136
Nel girovagare alla scoperta di Venezia e dei suoi gioielli ci siamo imbattuti nel dipinto L’altalena dei Pulcinella di Giandomenico Tiepolo nel quale appaiono le 4 tipiche maschere che dondolano felici nell’aria. Abbiamo quindi chiamato l’altalena con l’indirizzo del Museo Cà Rezzonico che ospita queste curiose maschere napoletane ospiti di Venezia contraddistinta da altre maschere e dal suo meraviglioso Carnevale.
Alberto Toso Fei racconta...
“Anticamente, a Venezia, non avreste mai sentito pronunciare la parola “altalena”. Avreste sentito, e in qualche caso sentireste ancora, pronunciare bìscolo, traslato modernamente in brìscolo, che è poi anche il dondolo delle giostre, o quello più comodo che si trova nei giardini e in qualche terrazzo.
L’altalena è uno dei divertimenti più antichi è in fondo più semplici da realizzare: sono sufficienti una tavoletta e una corda, meglio se appesa al grosso ramo di un albero, per garantire il piacere dell’ombra assieme al movimento nell’aria e all’ebbrezza della vertigine.
A Venezia l’altalena più celebre si trova sul soffitto di una delle sale dedicate a Giandomenico Tiepolo a Ca’ Rezzonico, il museo del Settecento veneziano. Si tratta in realtà di una serie di affreschi eseguiti dal pittore per la sua villa di Zianigo, nell’entroterra, sul finire del dominio della Serenissima; non una committenza, ma qualcosa di privato, che assume una dimensione malinconica e personale.
Strappati nel 1906 per essere venduti all’estero, gli affreschi furono acquistati dalla città di Venezia e trasferiti nel museo nel 1935; il ciclo più celebre è forse quello dei Pulcinella, figura molto cara a Tiepolo nel suo ultimo periodo, parodia dell’uomo e delle sue debolezze. Sbucati improvvisamente dalle viscere della terra, servendosi di una scala, i Pulcinelli corteggiano le donne nel corso del carnevale, si ubriacano, vanno in passeggiata e, appunto, si divertono con l’altalena”.










































