Il Taxi Veneziano
Allโinizio, come spesso accadde in passato, la novitร tecnologica fu dettata da esigenze di guerra;
cosรฌ, appena fu possibile progettare motori potenti di dimensioni ridotte da installare su piccole imbarcazioni di legno Attilio Bisio, ingegnere alla direzione del Cantiere Navale SVAN di Venezia, concepรฌ i MAS, motoscafi velocissimi dal dislocamento contenuto, difficili da intercettare da parte del nemico ma capaci di portare offesa nel cuore delle basi navali nemiche.


Era il 1914: pochi anni piรน tardi, sebbene destinato a rimanere a lungo una stravaganza elitaria, il motoscafo entrรฒ a far parte del paesaggio urbano, a una quindicina d’anni dai vaporetti di linea.
Forse รจ anche in funzione di questa lunga tradizione di costruzione navale con l’utilizzo del legno lamellare che a Venezia sono ancora molto apprezzati i lucidissimi taxi realizzati con questa tecnica elegante, che fu mantenuta a lungo anche quando – specialmente a partire dagli anni Cinquanta – iniziรฒ a essere progressivamente abbandonata in favore della vetroresina.

E se la gondola rimase la regina incontrastata delle acque veneziane, un po’ alla volta, dapprima con l’aumento generalizzato del benessere e poi con l’avvento di un turismo piรน diffuso che lo ha trasformato in taxi acqueo, il motoscafo si รฉ fatto strada come principe dei rii , anche nell’immaginario: รจ facile infatti associarlo ai grandi divi del Cinema, in cittร per la Mostra del Lido;
d’altronde non mancano immagini assolutamente iconiche, come quella che vede Paul Newman a bordo di un taxi, con l’inconfondibile skyline veneziano sullo sfondo, oppure Sophia Loren davanti al Ponte di Rialto.


A questo mezzo iconico, l’emblema della dolce vita veneziana abbiamo voluto dedicare uno dei nostri souvenir nati dal recupero del legno delle briccole veneziane:
il TAXI San Pietro di Castello 364 progettato da Marco Zito
ed รฉ proprio nel sestiere di CASTELLO, al numero civico 364 che scoprirete dove sono nati i primi modelli di Taxi veneziano (cantieri SVAN)


